mmmh...blacklist rulez?
non è la prima volta che parlo di pivot-blacklist,
il plugin per uccidere lo spam. questa volta però è una critica...
vagavo per il forum di e mi sono accorto di un post.
allora, spiego la questione per quanto ne ho capito. blacklist utilizza, oltre ad altri moduli particolari, un sistema di "regole", in parte definite dall'utente (le più utili a quanto ho capito) ed in parte aggiornate tramite un database centrale; seguendo questi criteri, blocca gli spammer che soddisfano una delle regole definite. Questo sistema ha il notevole problema di necessitare un controllo costante dei referers del proprio sito, o dei commenti, o dei log del web server, in base al quale definire le regole di blacklist. POI arrivò la versione 0.8.8 di blacklist e fu implementata la funzione .htaccess. Con questo file vengono definite delle regole per il webserver; blacklist ora contiene una funzione che, leggendo i log, genera delle regole per htaccess che, ad esempio, bloccano determinati referers o indirizzi IP. Il problema rimane, però, il medesimo: controlla i nuovi spammers, te ne prendi url o IP, aggiorni le regole. ogni giorno. Se io devo fare un'operazione del genere ogni giorno, non oso immaginare chi ha un sito più grosso.
La cosa bella è che oggi ho trovato questo post sul forum: in pratica, viene spiegato che la definizione di parecchie regole in .htaccess, rallenta notevolmente il server sovraccaricandolo oltre misura. Buh. il creatore di blacklist ammette anche che non si è mai preoccupato di questo tipo di questioni; per ora il focus principale è sull'efficienza nel blocco degli spammers, non nelle prestazioni.
Per ora comunque ho risolto con delle regole di firewalling con iptables (grazie ! :) :
allora, spiego la questione per quanto ne ho capito. blacklist utilizza, oltre ad altri moduli particolari, un sistema di "regole", in parte definite dall'utente (le più utili a quanto ho capito) ed in parte aggiornate tramite un database centrale; seguendo questi criteri, blocca gli spammer che soddisfano una delle regole definite. Questo sistema ha il notevole problema di necessitare un controllo costante dei referers del proprio sito, o dei commenti, o dei log del web server, in base al quale definire le regole di blacklist. POI arrivò la versione 0.8.8 di blacklist e fu implementata la funzione .htaccess. Con questo file vengono definite delle regole per il webserver; blacklist ora contiene una funzione che, leggendo i log, genera delle regole per htaccess che, ad esempio, bloccano determinati referers o indirizzi IP. Il problema rimane, però, il medesimo: controlla i nuovi spammers, te ne prendi url o IP, aggiorni le regole. ogni giorno. Se io devo fare un'operazione del genere ogni giorno, non oso immaginare chi ha un sito più grosso.
La cosa bella è che oggi ho trovato questo post sul forum: in pratica, viene spiegato che la definizione di parecchie regole in .htaccess, rallenta notevolmente il server sovraccaricandolo oltre misura. Buh. il creatore di blacklist ammette anche che non si è mai preoccupato di questo tipo di questioni; per ora il focus principale è sull'efficienza nel blocco degli spammers, non nelle prestazioni.
Per ora comunque ho risolto con delle regole di firewalling con iptables (grazie ! :) :
iptables -A INPUT -j DROP -s 61.220.150.2
e così via con tutti gli ip che riuscite a scovare nei log di apache.
