un sacco di cose da raccontare da quando ho scritto l'ultimo post... vediamo un po' di raccontarle tutte.
- che ho comprato il portatile (ibm x40) gia' lo sapete... che funziona bene, invece, no! l'ho provato un po' e sembra andare benone. durante l'ultimo giro fatto ad akihabara, oltre ad aver visto un sacco di negozi in piu', sono riuscito anche ad aggiudicarmi la batteria estesa da 7,5 ore (!). l'ho comprata al negozio IBM e non potete capire quanto e' stato difficile trovarlo nonostante tutte le indicazioni che ci hanno dato vari commessi...
un consiglio: se andate ad akihabara e SE avete un GPS, portatelo! se siete ricchi o sboroni, compratelo! non potete capire la frustrazione di trovare un negozietto fico, confrontarlo con gli altri e non riuscire piu' a ritrovarlo dato l'inferno di quartiere che e' ! :D
altra cosa che ho comprato, diventata improvvisamente necessaria [1], e' stata la scheda wifi per l'ibm; grazie a dasnake ed alle ricerche fatte su inet, ho scoperto che sono relativamente tante le schede minipci (interne) che ci posso montare (e che vanno su linux), ma se non compro una certificata da IBM, il BIOS si rifiuta di partire!! veramente disgustoso e per lo piu' da Big Blue. praticamente il BIOS di molti laptop IBM ha in memoria tutta una serie di "codici" corrispondenti alle schede certificate; la cosa insopportabile e' che non si tratta solo di modelli specifici di chipset e produttore (io, ad esempio, volevo montare una intel 2200 802.11b/g in modo tale da trasformarlo in Centrino), ma anche di "linee specifiche di produzione", ovvero quelle certificate da IBM. ho provato in un negozio, infatti, due minipci intel 2200 che vengono correttamente riconosciute (al boot, addirittura, viene mostrato il logo Centrino invece che quello di prima del Pentium M), ma subito dopo il BIOS blocca il sistema dicendo che la scheda non e' riconosciuta e che deve essere rimossa. grossa rottura di cazzo...
ho risolto temporaneamente con una pcmcia 802.11b a 7 euro... una volta in italia, provero' col CMOS hack per impedire il controllo dei codici al boot.
Ho gia' installato Debian sul bel portabilino e per ora l'unica cosa che manca e' far funzionare in Monitor Mode la scheda pcmcia appena comprata (chipset Orinoco Hermes I) per poter fare un po' di sano wardriving...
[1] dicevo che il mio portatile e' diventato improvvisamente importante... ibukko di doubleimp, infatti, e' morto. controllando su inet, sembra essere un problema di scheda madre (logical board) che hanno diversi ibook... brutta cosa. immagino che una volta a Firenze, doubleimp si mettera' il coltello tra i denti e lottera' con apple per far valere la garanzia.
Continuando sempre con Akihabara, doubleimp se ne e' tornato con un bel Mac Mini usato di pochi mesi a 350 euro; una delle cose piu' interessanti qui in Giappone, e che neanche a dirlo da noi non c'e', e' la facilita' di trovare ottimi prodotti nel mercato dell'usato. sembra proprio che qui questo mercato goda di una rispettabilita' che da noi non esiste e che lo spinge (da noi intende) a rimanere sempre nascosto e difficile da raggiungere per il grande pubblico.
- cos'altro da dire su questi ultimi giorni a tokyo?
siamo andati al Miraikan, il museo della tecnologia e della innovazione, ma non mi ha colpito piu' di tanto... sara' che non siamo riusciti a vedere il robot Asimo di Honda (se non dietro un vetro, notando come lui ci seguisse con lo sguardo e ci guardasse dritti in faccia), sara' che le altre cose non mi hanno interessato troppo, sara' che ero talmente stanco e con le lenti a contatto che mi davano fastidio che al cinema supremo del museo (immagini proiettate da sei lenti su una semisfera sopra gli spettatori) mi sono addormentato... non so, non mi ha lasciato niente di particolare.
in questo, invece, ha avuto decisamente successo l'area della Tokyo Bay: veramente suggestiva, interessante ( a parte la riproduzione della statua della liberta') e siamo anche riusciti a beccare un momento con una luce splendida. spero possiate godervi le
foto su flickr.
Tanto per alternare, non mi ha colpito troppo il Sony Building a Ginza: segnalato addirittura tra le cose da vedere, non e' altro che un bellissimo showroom dei prodotti di mamma sony che vengono mostrati in tutto il loro splendore. ma niente di piu'. sempre in tema sony, ho deciso alla fine di non comprare la PSP, la playstation portatile. Per quanto qui costi veramente poco (140 euro contro i 249/299 europei), ho deciso che era decisamente un vezzo e che non avrei saputo cosa farci... meglio risparmiare.
una cosa su cui ho fatto un pensierino molto serio, invece, e' l'ipod nano, il nuovo lettore di Apple: disgustosamente piccolo, fashion e stiloso, costa sensibilmente meno che in Italia. L'idea era di avere qualcosa di veramente piccolo (e stiloso :D ) da poter portare veramente ovunque e decisamente resistente (regge un lancio da una macchina a 80 kmh ! ): ho optato per risparmi un po' di soldini e non prenderlo.
Torniamo a Ginza, il quartiere dove c'e' il Sony Building; ovviamente siamo arrivati l'ultimo giorno (utile, come vedrete nel post successivo) della vacanza senza aver ancora comprato i regali, o quasi...
doubleimp ha trovato un bel negozio sulla via principale (mi sembra si chiamasse Tokyo Gyugyu o qualcosa del genere... quando vengono aperti i regali, faro' sapere!) dove ho comprato un po' di cose per me e per i miei. interessante era notare come il negozio si svilupasse su 4 piani (giapponesi): al primo piano (per i giapponesi, il pianterreno) roba abbastanza economica, articoli da regalo legati al mondo della carta e della paglia e delle decorazioni su questi materiali. al secondo piano, si comincia a rendersi conto degli stipendi medi qui: maschere di legno vendute ad un milione e mezzo di yen (7500 euro), un inspiegabile pezzo di legno a 1400 euro e cosi' via. in questo piano, pero', gia' si capiva (imho almeno) il tema dominante del negozio e l'andazzo che doveva esserci ai piani superiori: vendevano, infatti, tutte le attrezzature (dai prezzi folli) per la scrittura "artistica" su carta e paglia... non so se avete visto il film Hero, ma comunque si tratta sostanzialmente di pennelli e poco di piu'. cio' che pero' riescono a fare con questi pennelli ci ha veramente tolto il fiato: ai piani superiori erano esposte "tele" (non so come chiamarle) con degli ideogrammi dipinti sopra, di dimensioni importanti. le sale erano arredate come atelier, con poche opere sui muri e delle poltrone al centro. la cosa che ci ha colpito di piu' era la bellezza di questi "quadro" e l'assenza assoluta di qualsiasi prezzo negli ultimi due piani...
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